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di Sara – insegnante di Hatha Yoga e Ananda Yoga presso l’ASD RS Personal Trainer

«Io rifiorisco, iniziando con consapevolezza e amore questo nuovo cammino.»

Con queste parole si apre una delle pratiche più intense e delicate che proponiamo nella nostra associazione: un percorso di Ananda Yoga dedicato ai chakra, i centri energetici che, secondo la tradizione yogica, si distribuiscono lungo la colonna vertebrale.

Non è una semplice sequenza di posizioni. È un viaggio dentro di sé, nel quale ogni movimento diventa ascolto e ogni respiro può rappresentare una piccola rinascita.

Che cos’è l’Ananda Yoga

L’Ananda Yoga nasce dagli insegnamenti di Paramhansa Yogananda ed è stato sviluppato dal suo discepolo Swami Kriyananda.

Una delle sue caratteristiche più significative è l’unione tra la posizione del corpo e un’affermazione interiore. Ogni asana non è quindi soltanto un gesto fisico, ma diventa uno strumento per entrare in contatto con una qualità profonda della persona.

Il corpo si allinea e, insieme a esso, anche l’energia, la mente e il cuore trovano una nuova armonia. La pratica procede lentamente e con dolcezza, dando più spazio all’ascolto che alla semplice esecuzione della posizione.

L’energia segue la volontà

Uno dei principi che accompagnano questa tradizione afferma che, quanto più forte è la volontà, tanto più intenso può diventare il flusso dell’energia.

Prima di muoverci, ci concediamo un momento di centratura. Entriamo in contatto con la presenza, la connessione e la gioia.

Portiamo gradualmente l’attenzione ai diversi centri energetici, dal basso verso l’alto e poi dall’alto verso il basso, lasciando che ciascuno possa esprimere simbolicamente il proprio colore, la propria qualità e la propria intensità.

Seguono gli Energization Exercises, gli esercizi di ricarica ideati da Paramhansa Yogananda. Attraverso il respiro, la concentrazione e la volontà, questi esercizi invitano a percepire e dirigere consapevolmente l’energia vitale nel corpo.

Un viaggio attraverso i chakra

Da qui il corpo comincia a risvegliarsi con gradualità.

Il fluire del Gatto-Mucca, le aperture in quadrupedia e i primi equilibri sulle ginocchia si sciolgono nel riposo accogliente di Balasana. È un riscaldamento che non forza, ma prepara: proprio come si prepara la terra prima di seminare.

La pratica diventa progressivamente più ampia. Incontriamo la Mezzaluna, il saluto che scorre nel vinyasa fino al Cane a testa in giù e il lavoro sottile e profondo sul respiro.

La respirazione triangolare, con il suo ritmo regolare, favorisce il raccoglimento e accompagna l’attenzione verso il centro fra le sopracciglia. È qui che torniamo ad ascoltare, con maggiore consapevolezza, il nostro vero Sé.

Quando il corpo diventa preghiera

È nella parte centrale della pratica che l’Ananda Yoga rivela pienamente la sua anima.

Ogni posizione diventa contemporaneamente un gesto e una parola: un’apertura del corpo e, insieme, un’apertura del cuore.

In Tadasana, la posizione della Montagna, sperimentiamo stabilità, presenza e disponibilità interiore:

«Sono pronto a seguire ogni tuo comando.»

Nella posizione dell’Albero ci radichiamo alla terra. Cerchiamo equilibrio e serenità, imparando prima a riconoscere queste qualità dentro di noi e poi a lasciarle espandere.

Nel piegamento in avanti ci esercitiamo a lasciar fluire, proprio come fa l’acqua, abbandonando gradualmente ciò che ci trattiene.

Quando apriamo il cuore, il gesto della torsione può diventare simile a un fiore che sboccia. Il respiro si trasforma allora in una promessa:

«Mi apro al flusso della vita divina in me.»

Una dopo l’altra, le posizioni ci accompagnano in un percorso simbolico sempre più alto.

Nel Pesce portiamo l’apertura verso l’alto, mentre nella Candela immaginiamo che l’energia dei diversi centri risalga e si raccolga, lasciando spazio a una sensazione di pace più profonda.

Il ritorno a sé

La pratica si conclude nello stesso modo in cui è iniziata: nel silenzio.

Ci concediamo un momento di meditazione e il rilassamento profondo di Shavasana. Non dobbiamo più eseguire o raggiungere qualcosa. Possiamo semplicemente restare presenti e nutrirci, con consapevolezza, delle qualità che abbiamo risvegliato.

Quando ci rialziamo, potremmo sentirci un po’ diversi rispetto al momento in cui ci siamo distesi sul tappetino: più leggeri, più presenti e più vicini a noi stessi.

È per questo che amiamo condividere queste pratiche all’interno della nostra associazione. L’Ananda Yoga non coinvolge soltanto il corpo, ma invita a coltivare la persona nella sua interezza.

La vita può essere immaginata come un giardino: ciò che seminiamo oggi potrà fiorire domani. Possiamo scegliere con cura i semi dei nostri pensieri e delle nostre azioni, nutrendoli ogni giorno con pazienza, presenza e amore.

Vieni a praticare con noi

Ti aspettiamo sul tappetino per compiere insieme questo primo passo.

Un’occasione per respirare, ascoltarti e iniziare un nuovo cammino. Un’occasione per rifiorire.

Vuoi conoscere l’Ananda Yoga e partecipare a una lezione di prova?
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